Nascosti nella luce – Ep. 00

Devo scrivere di hip hop. Lo sento da un po’. Lo devo a me stesso e a tutto il tempo che ho investito per questa cultura. Devo scrivere non solo della cultura e di quello che è stato incontrare questo stile di vita, questo modo di essere. Devo scrivere di musica e di tutte le arti connesse. Devo parlarne e far girare i miei pensieri. Perchè c’è troppa gente con talento nelle cantine e mi sembra un paradosso che non li possano conoscere tutti.
Chiamerò questo spazio “Nascosti nella luce”. Perchè è così che sono. E’ che siete. Nascosti si, ma pieni di Luce. Sottotitolo (perchè un sottotitolo ci vuole) “La cuccia”. Era il nome che un mio amico dava bonariamente alla cantina dove avevo dischi, mixer, pc etc etc e mi allenavo a fare il dj. Non ho mai fatto uscire nulla da quella cantina. E’ rimasto tutto qui, nel mio cuore e nella mia testa e quelle ore passate nella cuccia mi hanno permesso di essere quello che sono. La parte di me che più stimo. Una parte piccola di me, ma che non posso dimenticare.

Come nelle riviste degli anni 90, parto dal mio credo, da quello che dirò e da quello che non dirò:
Scriverò e ti invito, se leggerai, a commentare e magari a condividere, a far girare il link come meglio credi, a far leggere ai tuoi amici le mie parole. Lo faccio perchè non c’è nessuno in rete che racconta delle cantine e delle storie che da li nascono. Non voglio fare recensioni. Non voglio fare critiche ad altri artisti. Non voglio dare una definizione, dare un’etichetta, promuovere, bocciare, vendere o categorizzare. Non è raccontare il vero. E’ solo raccontare quello che sento e che vorrei consigliare ad altri. Solo chi ascolta la musica hip hop può capire cosa intendo, ti dico che secondo me non perderai del tempo a leggere o ascoltare. Non saranno hit e per molti saranno pure brutte. Io non giudico, al massimo propongo e ascolto. Chiedo lo stesso rispetto per le mie parole.

Per chi non capisce, cerco di spiegare meglio. Parlando di musica e arte che esce dalle cantine automaticamente si parla di Underground hip hop. Definizione mutuata dagli USA, dove nel sottosuolo c’è un mondo pieno di sorprese e di artisti che sono la linfa vitale della cultura. Li si fa musica e gli artisti possono anche viverci di quello che fanno. Si esprimono e vengono ascoltati. Trasmettono emozioni. A volte escono dall’ombra, come Pharoahe Monch, che nonostante il successo ha continuato ad esprimere le proprie opinioni liberamente… da indipendente.
In Italia abbiamo preso il termine e provato ad adattarlo ad una situazione completamente diversa. Qui “da noi” si discute troppo sulle parole e sulle definizioni e ci si dimentica di parlare di musica, di persone e delle emozioni che trasmettono.
In tanti parlano di Hip hop italiano Underground. Hard Core. Quello vero… e tutte quelle parole che a me son sempre sembrate vuote. Cerco di essere chiaro. Non è vuota quel tipo di musica. Non sono vuoti gli artisti. Sono vuote le definizioni. Soprattutto in Italia, dove non c’è un mercato discografico serio e dove non si può parlare di commerciale, se nessuno vende. Si può parlare di musica fatta col cuore. Di musica che colpisce. Io parlerò di quella che mi colpisce. E per farlo devo andare a cercare, ma è “cercando quello che si ama, che si impara ad amare quello che si trova”.
Io ci provo.
Venite con me. Seguite il mio blog e condividete il link con gli amici che potrebbero essere interessati. Creiamo un gruppo di persone che si interessa alla musica “Nascosta nella luce”.

Parto con due consigli. Gente che ho visto dal vivo e ai quali ho comprato subito il cd. Ho ascoltato entrambi i cd e se per Il “Covo delle bisce” non dico nulla di nuovo decantandone le competenze tecniche, metriche, musicali… sia sul palco che sul cd… beh i Tabulabrasa li conoscono in pochi, PECCATO!!!

Non vi racconto i testi e non racconto le loro basi perchè le emozioni vanno ascoltate, pagate e vissute. Se volete prenderne delle dosi omeopatiche a gratis c’è il loro myspace. http://www.myspace.com/tabulabrasaclick
Prendetene però che ne vale la pena.
Per il covo delle bisce non ci sono myspace, facebook o siti. Cercate di andarli a vedere dal vivo e non ve ne pentirete.
Aggiungo un last minute… diciamo un nascosto alla mia luce ma conosciuto per molti. E conosciuto dal 96. Non sempre si può ascoltare tutto e negli anni 90 questa era la cosa bella del rap. Magari conoscevi uno che spaccava al mare, ma poi se non avevi il suo indirizzo non lo vedevi più. Magari leggevi del suo demo su aelle, ma poi!?? Che fine avrà fatto!?? Boh…
Comunque… lui si chiama Endi. Lo trovi su http://www.myspace.com/endiprimo e se vuoi scaricare il suo ultimo album puoi andare su www.vibrazionimusicali.com
Consiglio “Percezione dell’astratto”, prima traccia del myspace. E poi tutto il resto.

Infine lista della spesa di artisti con cd in giro… cd comprati o da comprare:
“Esa”
“Videomind”
“Blasteroids”

Micstape americani da cercare – DJ TOSHI VOL. 3 e ascoltate le rime di B.A.M. e di BLAQ POET
Ne riparliamo quando mi torna la voglia di scrivere di hip hop… domani!!!

7 Responses

  1. ADMprod » Blog Archive » Nascosti nella luce ep. 01 – Una rubrica di rap neomelodico (Cit.) Says:

    [...] Leggere il mio credo non farebbe mai male Posted in ADM Studios | No Comments » Leave a [...]

  2. ADMprod » Blog Archive » Nascosti nella luce ep. 02 – Una rubrica di rap neomelodico (Cit.) Says:

    [...] Lista della spesa per chi non ha tempo di cercare ma vuole ascoltare roba poco conosciuta, ma che spettina gli afro di noi amanti del funkremixatoetrasformatoinhiphop. La particolarità è che tutto è in freedownload. Quindi andate e scaricatene tutti. Ne ho già parlato brevemente nella mia rubrica di rap neomelodico (Cit.) ma su facebook le cose scritte scivolano via veloci e un sintesi non fa mai male. Una veloce premessa. Un disco si dovrebbe ascoltare tutto (io ci provo, di solito), ma non è obbligatorio (infatti non ci riesco mai). Il disco non si offende (l’artista forse si) se ascolti solo le prime 3 canzoni e ti fermi li. Se te ne piace una e senti quella su youtube o soundcloud non commetti un peccato mortale. Basta ascoltare con il cuore. Spegni tutto quello che hai intorno, metti le cuffie, concentrati sulla musica, sulle parole, sulle pause, sugli scratch, sugli effetti… e poi diffondi il verbo. Prima di leggere, se hai tempo, puoi sempre riguardare il mio credo – http://scuolactiva.org/ADMprod/2010/11/09/nascosti-nella-luce-ep-00/ [...]

  3. ADMprod » Blog Archive » Nascosti nella luca ep. 3 – Una rubrica di rap neomelodico (Cit.) Says:

    [...] [...]

  4. Tumas Says:

    Sosteniamo l’underground italiano che esiste!
    Ha radici forti, ma la pianta deve ancora germogliare, nel mio piccolo è dal 95 che seguo e spingo su l’hip hop, vorrei poter fare di più…e spero di farlo strada facendo . Vorrei solo dare un paio di nomi di crew che spaccano e spero che andiate a cercare roba loro, in rete se ne trova, sono amici miei e sono potenti! I nomi sono : Rasasawa suond e Anonima scratch…keep it real!

  5. ADMprod » Blog Archive » Nascosti nella luce ep. 04 – Una rubrica di rap neomelodico (Cit.) Says:

    [...] come se parlassero di come sta il writer. Non faccio recensioni, come ho già scritto nel mio credo, ma se mai vi capitasse di girare per la zona del sempione tra Legnano e Rho, cercate le loro [...]

  6. ADMprod » Blog Archive » Nascosti nella luce ep. 05 – Una rubrica di rap neomelodico Says:

    [...] input a questa cultura che chiamano hip hop. Lo faccio con le mie parole neomelodiche. Come dice il mio credo, dal cuore. Come mi hanno insegnato ventanni fa. Quando i numeri che contavano erano le persone [...]

  7. ADMprod » Blog Archive » Nascosti nella luce ep. 06 – Una rubrica di rap neomelodico (Cit.) Says:

    [...] quello che vorrei fosse per te che leggi, e se leggi un po’ la pensi come me (e come il mio credo). L’hip hop non può essere tutto. Non può essere il singolo appassionato di musica o [...]

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